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Spezziamo l'incantesimo e cambiamo la Calabria!
Di Rocco Sicoli (del 30/10/2007 @ 06:38:45, in Interviste, linkato 3739 volte)
Un blog è un luogo in cui si racconta la quotidianità: gli incontri, le idee, gli scontri... Bene, oggi siamo orgogliosi di poter ospitare e raccontare la "Calabria vera" attraverso le parole di un simbolo della Calabria onesta, produttiva e orgogliosa: Filippo Callipo. Un'intervista, indiretta, cui speriamo presto segua un incontro per approfondire ancora di più alcuni temi. Un'intervista fondamentalmente rivolta a noi giovani calabresi, uno stimolo in più a guardare avanti e a lavorare per cambiare la nostra terra, in questo momento difficile per la legalità e la democrazia! Spezziamo l'incantesimo e cambiamo la Calabria. Vi lascio alle parole del sig. Callipo, ma prima però devo ringraziarlo (a nome di tutti i giovani calabresi) per la disponibilità, l'impegno e la passione che riesce a trasmettere! Un uomo vero, che non scopriamo certamente oggi, fra i pochi nella nostra terrà in grado di non deludere le aspettative di noi giovani, ma anzi di superarle. Grazie, sig. Callipo a nome degli autori di Amantealive.it e di tutti i giovani calabresi onesti che nelle sue parole troveranno conforto e stimolo per cominciare a pensare ad una nuova Calabria, più vivibile, più onesta e più produttiva.

 



Filippo Callipo

 

 

Passione, onestà e coraggio. Doti che lei ha e che tutti i calabresi onesti dovrebbero ricercare e mostrare. Qual è stato il passaggio della sua vita o la figura chiave che le ha “donato” questi valori?
L’educazione ricevuta da mio padre e da mia madre ha influito in modo determinante sulla mia formazione. Fin da piccolo, in casa mia, i rapporti tra noi erano basati sul rispetto e sull’educazione.
Da questo punto di vista mio padre è stato molto severo.Credo però che anche le esperienze di vita, la propria indole, il senso del dovere e della moralità, e soprattutto l’amore per il prossimo abbiano il loro peso. 

Filippo Callipo da giovane. Il sogno realizzato, quello da realizzare e la speranza ancora viva.
 
Da giovane ho avuto l’umiltà di accettare i consigli e le direttive di mio padre.
Da adulto ho realizzato - in un momento cruciale per l’azienda - la necessità di innovare e coniugare la tecnologia con la tradizione giusto in tempo per non essere travolti dalle leggi impietose della “new economy”.
Il sogno realizzato è quello di poter dare lavoro a più di 200 dipendenti (spero che in futuro aumentino). Il sogno da realizzare coincide con la speranza di vedere una Calabria nuova ed attiva.

 
Lei, come testimonia la sua disponibilità, guarda a noi giovani con interesse, speranza e la passione di un padre. Conosce i nostri difetti e pregi.
Cosa serve ai giovani calabresi per cambiare passo e mandare a casa l’attuale classe dirigente?
 
Gli esempi, la consapevolezza, la determinazione ed il coraggio.
L’energia per cambiare passo deve essere tratta dagli esempi positivi che ci sono nella nostra regione, dalla consapevolezza che la nostra terra è ricca di risorse naturali da sfruttare per poter vivere bene e dalla determinazione di essere artefici del proprio destino.
Ed infine dal coraggio sicuramente necessario per sovvertire un ordine di cose uguale da decenni e forse anche più. I giovani, in questa regione, sono chiamati ad una grande responsabilità: quella del cambiamento che devono avere, aiutati da adulti di buon senso, il coraggio di iniziare.
 
In questo 2007 alcune inchieste hanno portato alla luce tante nefandezze, ma tutti i protagonisti sono ancora al proprio posto. Mentre i magistrati vengono fatti “sparire” e deportati in luoghi più ameni. E’ tollerabile tutto cio?
 
Assolutamente no! E mi pare di ribadirlo in ogni mio comunicato esponendomi più di quanto il buon senso consiglierebbe.
 
“La Calabria è persa. Mi ritiro”. Sono le sue ultime parole pubbliche da Presidente della Confindustria Calabrese. A queste ha aggiunto che ci sarebbe potuto essere un altro passo……. è ancora così?
 
Quelle parole erano state dettate dallo scoramento, dalla solitudine e dalla delusione.
Nelle battaglie condotte quando ero a capo della Confindustria regionale sono sempre stato lasciato solo, compresi i miei colleghi imprenditori non mi hanno sostenuto per come avrebbero dovuto fare.
Oggi, nella mia “dimensione familiare” ho riacquistato un po’ più di serenità e benché sono cosciente che il sistema non è cambiato per niente so di poter contare sull’affetto e sulla solidarietà di chi mi sta intorno (familiari, collaboratori ed amici) e mi sostiene quotidianamente.
 
Pensa davvero che noi giovani siamo nati per stare curvi di fronte ai potenti o per andare a portare le nostre abilità in posti meno “barricati” della Calabria e che in futuro non vi sia un possibile cambiamento?
 
No….. se saprete spezzare con coraggio e determinazione questa “maledizione”.
Ma in parte a questa domanda ho risposto prima.
 
“Dalla Chiesa, questo eroe di un’Italia che non coincide con lo Stato dei partiti”. Questo è il titolo di un editoriale de “l’Europeo” del 20 settembre di 25 anni fa. E sembra che questa affermazione di Galli sia ancora vera. Sono passati 5 lustri, possibile che non si sia appreso nulla?
 
 Ufficialmente sembrerebbe essere così …. forse la verità sulla morte del Generale Dalla Chiesa non la sapremo mai… troppi interessi, troppi misteri da proteggere.
Lei per noi giovani è un simbolo, come Falcone, Borsellino e tutti coloro che si sono schierati contro la mafia. E’ vero noi giovani “puliti” non siamo molti e ancora meno sono quelli disposti a schierarsi apertamente contro la mafia. Ma le parlo onestamente, se nessuno prende in considerazione questi pochi (scegliendo per merito e voglia di fare) e li aiuta a crescere ed a fortificarsi, è davvero difficile riuscire a cambiare le cose; o forse è davvero sempre e solo colpa di noi giovani che siamo troppo deboli e abituati agli omogeneizzati anziché al pane duro ed al sudore?
 
Guardi che io non credo affatto che la colpa sia dei giovani.
I giovani imparano dagli esempi e gli esempi che hanno governato questa terra non sono molto edificanti. Certo la formazione dei giovani risente molto della mancanza di una cultura d’impresa e della politica dell’assistenzialismo - che alla Calabria viene praticata da 50 anni - ed in questo senso è vero che una parte di giovani è debole perché non è abituata a confrontarsi con le proprie capacità.
Ma i giovani hanno anche tantissima voglia di mettersi in gioco, di essere protagonisti, di poter contare su di un futuro più sereno e queste sono motivazioni molto forti che aiutano a raggiungere gli obiettivi.
Non a caso i calabresi fuori regione si fanno quasi sempre valere: sono seri, intelligenti e grandi lavoratori…..hanno letteralmente “costruito” il Nord negli anni dell’industrializzazione ed oggi con la loro preparazione universitaria continuano a farlo crescere.
Certo i leaders ci vogliono, qualcuno che li sappia guidare, incoraggiare e motivare è essenziale, altrimenti non si và da nessuna parte. Ma lo ripeto, in questa regione, i giovani hanno una responsabilità maggiore e quindi devono avere più coraggio.
 
Un raffronto a livello nazionale: Sergio Marchionne, amministratore delegato del Gruppo Fiat, durante la sua gestione, è riuscito a portare l’azienda fuori dalla crisi che la stava annientando, ma non con gli innumerevoli licenziamenti così come ipotizzato dai suoi predecessori, ma con la sostituzione della classe dirigenziale. Un intervento così radicale dall’alto, potrebbe giovare anche all’azienda Calabria?
Magari ci fosse un Marchionne calabrese in grado di sostituire la classe dirigenziale in un solo colpo! La classe dirigenziale calabrese ha ampiamente dimostrato di essere totalmente incapace di programmare il benché minimo sviluppo socio – economico. I nostri problemi sono da decenni gli stessi. La Calabria sembra essere avvolta in una specie di incantesimo. Di chi è la colpa? Io non ho dubbi …….della nostra classe politica (naturalmente con il consenso di Roma) e pertanto credo che la sua sostituzione potrebbe portare alla Calabria solo benefici.
 
Un rimprovero e un suggerimento dopo questa breve intervista.
 
Rimproveri assolutamente no! Al contrario le vostre domande – anche se un po’ ripetitive - dimostrano un interesse genuino nei confronti di questa nostra terra. Il suggerimento è quello, come giovani, di non tentennare, di avere il coraggio di spezzare l’incantesimo di cui parlavo prima.
 
Vorremmo chiederle ancora tante altre cose. La ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato e speriamo di avere modo di incontrarla per approfondire alcuni punti di questa intervista “virtuale” e avere modo di confrontarci con lei e di attingere dalla sua esperienza.
 
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# 1

Se metà dei politici fossero come Callipo, vivremmo davvero nella California europea... altro che... E' davvero ora di muoversi!

Di  Francesco  (inviato il 30/10/2007 @ 12:41:02)
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