Per tutte le festività di Natale 2007 e Capodanno 2008, durante l’intero mese di gennaio e ancora nella baldoria carnevalesca, molti amanteani hanno continuato a discutere del fatto se fosse giusto, oppure no, che la giunta guidata da Franco Tonnara si dimettesse. Le basi di tale accanita discussione variano di volta in volta: c’è chi tira in ballo condizionamenti malavitosi dell’attività amministrativa attuale pur non conoscendo l’esito (prossimo) delle verifiche della commissione prefettizia, e c’è chi fa notare (citando testualmente le ordinanze dei giudici inquirenti) che i condizionamenti e la “vicinanza” alla cosca li ha avuti l’amministrazione larupiana che ha preceduto Tonnara; c’è chi insiste a parlare di etica, perché qualche centinaio di voti potrebbero esser stati “sporcati”, manovrati dai malviventi, e chi dice che adesso la cosa più giusta da fare è fidarsi di questa amministrazione, composta da gente perbene, in grado di governare il paese in situazioni future, imminenti, molto problematiche. Di queste varie posizioni, ho scelto di trattare quella che insiste sull’etica, riservandomi di fare un’analisi più equilibrata quando i magistrati del processo (che si farà) produrranno il primo grado di giudizio.
Per porre la questione etica posso contare solo sulle intercettazioni che gli investigatori hanno raccolto, divulgate ampiamente dai giornali (a volte con intrusioni selvagge nella privacy delle vittime e pure degli indagati). Di queste e di nessun altro mi devo fidare. Alcune di queste intercettazioni sono molto chiare, altre sono confuse. Ad ogni modo si può arrivare facilmente alla conclusione che un tot di voti (non si può naturalmente quantificarli) sia stato procacciato con metodi illegali.
Il solo sospetto che alcuni cittadini non abbiano potuto votare liberamente è un’ipotesi che tormenta la mia coscienza civile. Miei compaesani presumibilmente non hanno goduto della libertà che io ho avuto nel preferire un candidato piuttosto che un altro. Se fossi consigliere, basterebbe questo per farmi orientare verso le dimissioni. Per questo motivo ho tanto apprezzato la ferma, sofferta, trasparente e coerente decisione presa dal consigliere Elvira Suriano. La professoressa ha formulato chiaramente il suo pensiero: “Per quanto i fatti accaduti sono estranei all’attuale amministrazione, prendo atto che la stessa ha rischiato di essere pericolosamente coinvolta nel terreno minato dell’illegalità. La limpidezza di un progetto amministrativo che, per contro, ha il preciso obiettivo di affermare la legalità nel territorio non può permettersi certi errori anche se inconsapevoli”. E si è assunta la responsabilità di abbandonare il consiglio comunale. La limpidezza del progetto amministrativo di cui parla è una cosa sentita da molti. Bisognerebbe ricercarla, conquistarla e affermarla con forza e coraggio questa limpidezza, specie durante la formazione delle liste di candidati.
Di questione morale, di vizio d’origine nella vittoria della lista Primavera, di esempio da dare alla cittadinanza ha parlato, poi, la nota di Alleanza Nazionale diffusa dal presidente Pino Veltri, che ha “bastonato” il sindaco per il promesso e poi mancato confronto pubblico coi cittadini in piazza. Un segnale forte lo ha dato anche Giovanni Battista Morelli, rassegnando le dimissioni da consigliere comunale di minoranza per correttezza verso i cittadini, che a suo avviso non meritano una rappresentanza eletta con condizionamenti di tipo mafioso in campagna elettorale. Enzo Pellegrino, medico chirurgo, già esponente DS, ha usato ironia: “Sussiste con tutta la sua gravità una questione di opportunità politica e morale che il sindaco, la maggioranza e la minoranza ancora in carica, fingono sia di ignorare che di capire. Questo Consiglio comunale di Amantea, è figlio di un tubetto maldestramente tirato, per ordire il quale non si è poi andato tanto per il sottile. E' figlio cioè di una elezione che, secondo gli organi di stampa, non si è svolta in maniera libera ma pesantemente condizionata”.
Nel 2006 votai la lista capitanata dal dottor Morelli. Oggi sono moderatamente soddisfatto dell’operato dell’amministrazione di Franco Tonnara, al punto che vorrei vederli ancora all’opera per la risoluzione di alcuni problemi serissimi. Tra questi, la ricerca di una soluzione definitiva del problema rifiuti. Per contrasto, ho dovuto constatare come le maggioranze condotte da Franco
A quelli che sostengono la presa di posizione di Tonnara e dei suoi di restare per il bene della città, ribatto però dicendo che l’amore per la democrazia e per la libertà mi fanno mettere l’etica al primo posto. Senza pensarci due volte. Adesso devo credere agli investigatori, i quali mi raccontano di amministrative 2006 potenzialmente irregolari. Adesso è più giusto tornare a nuove e libere elezioni.
http://www.amantealive.it/dblog/tb.asp?id=164
Disponibili i video dell'Intervista col Sindaco (60%)
Pd locale al palo. Quando si parte? (40%)
Io dico che tutto... Si può fare... (40%)
PD: è il momento di cambiare “davvero” (40%)
intervengo a proposito del tuo articolo “Quando scegliere non è semplice….ma etico” del 6 febbraio u.s.. Lo faccio per aggiungere un po’ di sale alla discussione.
L’affermazione elettorale della “LISTA PRIMAVERA” voleva rappresentare uno spartiacque con il passato, con il vecchio modo di fare politica. Significava la chiusura di una stagione, durata un’eternità, nella quale l’amministrazione della cosa pubblica era stata – uso un eufemismo – “ad personam”. “Favori” a destra ed a sinistra, trasparenza amministrativa inesistente, gestione finanziaria allegra, tributi comunali non riscossi, progetti faraonici capaci solo di attrarre finanziamenti a gogò. Diffusione di senso civico, rispetto delle regole, tutela degli interessi collettivi…. meglio sorvolare. Per finire, quello che è emerso finora dall’ Operazione NEPETIA.
L’Amministrazione Tonnara, nata da una lista civica, figlia di diverse – addirittura opposte - sensibilità politiche, doveva, per forza di cose, essere “altro” rispetto ai Governi precedenti. Per gestione, per trasparenza, per rettitudine, per coerenza, per dignità, per sensibilità, per coinvolgimento popolare. In una parola, che riassume e sintetizza tutte le precedenti, per ETICA.
Doveva essere così, e non avrebbe potuto essere altrimenti, perché Tonnara non ha vinto la competizione elettorale con il 90% dei voti, per acclamazione. Ha vinto solo per 500 voti.
Aveva per ciò l’obbligo morale, lui (e la sua Giunta), di dare un segnale forte all’altra metà della popolazione che aveva votato per il “passato”: Governare seriamente si può, pure dove il bisogno, la disoccupazione e l’ignoranza accentuano la sudditanza dei cittadini verso i signorotti locali.
“Nessuno è perfetto”, affermava qualche settimana fa un Assessore. Ammetteva qualche “errore” compiuto dalla Giunta e, dopo aver elencato le iniziative positive dell’Amministrazione, perorava la causa del rifiuto delle dimissioni della Giunta stessa perché “avrebbero gettato un’ombra malefica sulla Città”. E aggiungeva che questa Città non è solo quella venuta fuori dall’ “Operazione NEPETIA”.
Sulla seconda affermazione c’è ben poco da dire. Sappiamo tutti che è così. Perché sappiamo come stanno effettivamente le cose, perché ci conosciamo, perché anche fuori da Amantea sanno che qui ci sono padri di famiglia che lavorano onestamente, giovani che credono nel futuro, associazioni di volontariato, tessuto sociale generoso e volitivo, ecc…
E’ sulla prima affermazione che dissentiamo. Fortemente e decisamente.Perché qui non si parla di lavoro fatto dall’Amministrazione Tonnara, più o meno bene. Non è in discussione l’onestà degli amministratori. Né tantomeno l’eventuale condizionamento mafioso sugli atti amministrativi (questo lo accerterà la Commissione prefettizia).
No. Qui si parla di ben altro. Di domande che non hanno avuto risposte. Sulle quali è sceso un assordante silenzio che odora di “tirare a campare”, “non sapere che pesci prendere”, “vediamo come butta domani”, e via di questo passo. E in un momento tragico come quello successivo al 20 dicembre, la Città avrebbe avuto bisogno di parole chiare, di scelte precise, di risposte categoriche e responsabili. Non di rinvii e silenzi che gettano discredito sulla limpidezza dell’azione amministrativa.
Quei famosi 900 voti sono stati determinanti per vincere le elezioni? SI o NO?
Se la risposta è positiva, ed è positiva, tutto il resto passa in secondo piano. Bisogna lasciare. Perché non basta dire che “l’amministrazione è composta da gente per bene”. Non è questo il punto. Viene a mancare semplicemente la legittimazione morale ed etica per governare.
Se G.B. Morelli afferma di sentirsi il vincitore morale delle elezioni…… bisogna smentirlo. E trovare argomentazioni valide, logiche e convincenti (che secondo noi, ovviamente, non ci sono). Altrimenti bisogna trarne le necessarie conclusioni.
Se Elvira Suriano, dimettendosi da Consigliere nella seduta del 28 dicembre, ha dato una grande lezione di moralità, compostezza, dignità (e serietà, bisogna aggiungere), qualcuno ci dovrebbe spiegare dove e se ha sbagliato. Non con le argomentazioni dell’amministratore di condominio (strade asfaltate, bilanci, opere pubbliche, sensi unici, ecc.), non facendo riferimento a generici “altri motivi”, ma con le motivazioni della politica “alta”, con il “senso delle istituzioni”, del rigore morale, dell’insegnamento da dare ai giovani.
Se si riflette seriamente sulla tua semplice constatazione che “alcuni cittadini non abbiano potuto votare liberamente”, c’è di che preoccuparsi e indignarsi. C’è da pretendere che la Giunta molli tutto e restituisca la parola ai cittadini.
Invece assistiamo ad una sconcertante commedia. Sindaco che parla di consultazioni con fantomatiche “personalità” le quali gli avrebbero consigliato di restare in carica. Consiglio Comunale rinviato senza spiegazione alcuna. Deleghe ancora in mano al Sindaco, senza che ci venga spiegato perché non vengano riassegnate ad altri o il motivo della mancata nomina di un nuovo assessore. Incontri in piazza con la cittadinanza rinviati con motivazioni francamente ridicole. Mancata surroga dei consiglieri dimissionari Suriano e Morelli.
Sembra che dalla “democrazia partecipata” di cui menava vanto il Sindaco Tonnara siamo purtroppo passati ad una situazione di “deficit della democrazia”. E non mi pare sinceramente che sia una bella situazione!
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