Certo, le condizioni meteo su Amantea nell’ultimo periodo non sono certo le più favorevoli, ma definire il maltempo “straordinario” mi sembra davvero eccessivo. Siamo in pieno inverno, le piogge, il vento e gli acquazzoni violenti ci sono sempre stati. Chi punta il dito contro gli Dei vuole soltanto distogliere l’attenzione di chi ha realmente la responsabilità di tutto quanto sta accadendo. Mi riferisco alle frane, agli smottamenti, alle strade che si trasformano in fette di groviera, ai muri in pieno centro che crollano, agli allagamenti… e potrei continuare tanto ancora. Bene, tutte queste cose sono ed erano prevedibili. Da questo sito più volte abbiamo richiamato l’attenzione verso l’emergenza ambientale che sconvolge tutto il territorio amanteano, ma chi di dovere ha sapientemente fatto finta di niente. Fingendo, di non sapere che le nostre colline sono friabili come fette biscottate, che le strade non sono state realizzate seguendo le dovute precauzioni e che manca totalmente il controllo sullo stato idro-geologico del centro storico e di tutte le aree agricole del territorio di Amantea. È fin troppo facile lamentarsi quando i massi piombano sulle case o il mare arreca danni a villette costruite abusivamente perché su terreno demaniale (Quindi perché spendere milioni di euro per proteggerle?), quando ad Amantea era tutto possibile e tollerabile. Basta sollevare lo sguardo al castello, senza bisogno di essere affermati geologi, per capire che quella collina sta venendo giù e che tutti noi abbiamo sulla testa una spada di Damocle che rischia di tramutare Amantea in una nuova Sarno. Forse, come al solito, quando si conteranno decine di morti ci si renderà conto che si poteva (e doveva) intervenire per risanare un territorio ferito a morte dall’incuria dell’uomo, dagli incendi, dagli abusi edilizi e naturalmente (inutile negarlo) dagli agenti atmosferici. Le nostre colline sono sempre più brulle e prive della protezione degli alberi e l’arenaria, di cui sono composte in massima parte, sotto l’opera di acqua e vento diventa instabile e pronta a tramutarsi in melma. Ovunque, nel centro storico si vedono crepe nei muri e nelle strade, persino nel centro cittadino l’opera della pioggia evidenzia limiti palesi. Eppure, nessuno interviene, nessuno con chiarezza e forza dice che Amantea è un’area ad elevato rischio idrogeologico. Le forze politiche sono ormai interessate soltanto alla raccolta dei voti per le prossime elezioni e il territorio non vota. La speranza è solo quella che questo disinteresse verso tutto quello che ci sta intorno non si tramuti in una delle tante tragedie italiane annunciate. Dal Vajont a Sarno, sembra che nulla sia cambiato, che gli allarmi dei tecnici siano sempre facili allarmismi, anziché coscienti analisi della realtà per chi “governa” in maniera scriteriata facendo autostrade di sabbia, su cui persino un gatto si rifiuterebbe di passare…
http://www.amantealive.it/dblog/tb.asp?id=286
Dissesto idrogeologico… questo sconosciuto (67%)
Amantea sta franando... (67%)
Salviamola... (50%)
Anche i “fedeli” hanno perso la voglia di credere e lottare (50%)
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People deserve good life time and home loans or college loan would make it bette...
07/08/2010 @ 11:04:41
Di Anonimo
ma che discorsi fate voi abitanti di amantea , vi consolate perchè c'è qualcuno ...
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Sono passati quasi 4 anni e la situazione non è cambiata.. ci sono stata lunedi ...
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andate a guardarlo ora com'è bello
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Buona idea...ma prima di piantare la gramigna bisognerebbe buttar giù tutte quel...
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Un blog è un luogo in cui si racconta la quotidianità: gli incontri, le idee, gli scontri... Bene, oggi siamo orgogliosi di poter ospitare e raccontare la "Calabria vera" attraverso le parole di un simbolo della Calabria onesta, produttiva e orgogliosa: Filippo Callipo. Un'intervista, indiretta, cui speriamo presto segua un incontro per approfondire ancora di più alcuni temi. Un'intervista fondamentalmente rivolta a noi giovani calabresi, uno stimolo in più a guardare avanti e a lavorare per cambiare la nostra terra, in questo momento difficile per la legalità e la democrazia! Spezziamo l'incantesimo e cambiamo la Calabria.
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