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Notte bianca: un successo (annunciato) su cui riflettere…
Di Rocco Sicoli (del 19/08/2007 @ 22:56:33, in Amantealive, linkato 3998 volte)

Saltare sul carro dei vincitori ed essere compiaciuti per un evento che ha portato migliaia di persone ad Amantea è una cosa fin troppo semplice. Quasi come lasciarsi prendere dall’entusiasmo da un evento nuovo per il nostro Comune. Soprattutto, quando l’evento arriva dopo anni di nulla assoluto. Aspettarsi un successo era una cosa quasi naturale (secondo me) per una città apparsa sin troppo spenta negli ultimi anni. Uno scossone necessario e forse inevitabile, che su questo sito ha trovato ampio spazio già da molto tempo. Ma andiamo con ordine e analizziamo con razionalità quello che realmente è accaduto nella notte tra il 18 e il 19 agosto nella nostra città.

Cronaca della notte bianca: Ore 22 iniziamo la nostra passeggiata per Amantea, la prima cosa che salta all’occhio sono le auto parcheggiate ovunque e la gente che affolla Via Margherita e Piazza Cappuccini, tanta gente pari a quella arrivata ad Amantea per i concerti dei grandi artisti degli scorsi anni (riflettete su questa osservazione). Ore 22.30 il lungomare è deserto, ciò può lasciar pensare che molta della gente presente nelle strade cittadine è quella che affolla solitamente il lungomare nelle sere d’estate. È evidente però che gli Zero Assoluto e la sigla Notte Bianca abbiano richiamato qualche migliaio di persone più del solito: turisti, curiosi, amante ani restii ad uscire e abitanti dei paesi limitrofi. Ore 22.45 il concerto Jazz davanti al Municipio è uno spettacolo d’elite, ma la gente presente è davvero troppo poca. Ore 23 la gente confluisce verso Piazza Cappuccini in attesa dell’entrata in scena degli Zero Assoluto, ma la folla è guadabile con facilità fino alle colonne poste all’ingresso della piazza e anche nelle vicinanze del palco la compressione tra le persone non è esagerata come accade in alcuni concerti.
Arriviamo alle 23.30 inizia lo spettacolo parlano i nostri amministratori, si ringrazia chi ha permesso di organizzare l’evento con la dovuta reverenza, pronti a cominciare. Arrivano gli Zero Assoluto e si va tra urla di ragazzine e il vento che rendeva l’audio pessimo in gran parte della piazza dove l’unica cosa che era possibile ascoltare erano i bassi fragorosi del sistema audio del palco. La folla è ferma a fissare il palco, via Margherita è gremita ma non più di altre sere estive. Passa la mezzanotte e intanto già il palco e le sedie del concerto jazz sono smobilitate, un pezzo di notte bianca è già consumata.
Arriva l’una di notte “il minimo sindacale per una notte bianca”: il concerto volge al termine, da adesso si può valutare il reale valore della notte bianca amanteana, via le star adesso è l’organizzazione e quello che propone la città la vera carta che dovrà tenere i tanti visitatori fuori di casa fino all’alba. La gente smobilita, via Baldacchini si riempie di chi torna verso le macchine, buia e tetra memoria di una città triste e isolata, che non fa parte della notte bianca. È notte via Margherita è ancora spiegabilmente viva, mentre anche il lungomare passione degli amante ani e turisti nelle sere d’estate è un angolo buoi e dimenticato della città. Siamo all’una e mezza, gli artisti di strada iniziano il loro spettacolo, le mostre attirano i curiosi, i bar sono pieni di gente; i negozi molto meno, alcuni stanno già chiudendo, altri resistono strenuamente in attesa di qualche cliente. L’emorragia di gente però è inarrestabile e passate le due anche gli artisti di strada smobilitano, restano quattro ore di notte bianca e il vuoto all’interno di Amantea cresce, le lacune organizzative e la mancanza di un percorso da vivere durante la notte sono le note dolenti di questo evento. Risaliamo via Margherita, ecco il jolly della serata i Cultura Zero che con il loro sound e la loro “verace” passione tengono incollati un nutrito gruppo di persone canterine, le cover di Ligabue regalano emozioni, la gente canta e la notte continua a calare però. Si sente una voce “cantano meglio degli Zero Assoluto”, le famiglie e le ragazzine assetate di romanticismo svaniscono, restano i giovani quelli che tutti i giorni trovi sul lungomare dopo le due e mezza, quelli inossidabili che vivono sempre e comunque la notte fino in fondo. Trovi sempre le stesse facce quelle che vedi sul lungomare a scherzare tra amici, quelli che vanno in giro per locali, quelli che aspettano le cinque per andare a prendere un cornetto caldo al forno; i volti nuovi sono pochi… purtroppo. I giovani Amanteani vogliono nottate vivibili più lunghe e resistono, ma gli eventi si sciolgono sotto la luna. Quella che era il centro nevralgico della notte bianca fino all’una alle tre e mezza è deserto. La solita Piazza Cappuccini che nessuno vuole far vivere veramente. Si smonta il palco e i tecnici fanno battute e commentano l’aspetto di qualche bella ragazza che ha trovato spazio sotto il palco. I negozi sono tutti chiusi, resta qualche vigile a fare in modo che le macchine non mettano sotto chi torna a casa (soprattutto se non molto sobrio…). Via Margherita “vivacchia” fino alle quattro e mezza, ma il divertimento è quello delle compagnie di amici e non quello offerto da artisti di strada ed eventi. E soprattutto, per portare tutti alle sei del mattino non sarebbe stato meglio riservare un asso nella manica da giocare in vista dell’alba? Un traino che galvanizzasse lo spirito dei tanti giovani che hanno resistito fino all’ultimo in un vuoto irreale per una città “sotto Notte Bianca”.
Un commento sincero: La Notte Bianca, o meglio questa mezza notte bianca, simile più ad un evento prolungato che ad un piano per far vivere la città in modo diverso, è stata un buon banco di prova. Un evento ben congeniato è capace di far brillare Amantea e di portare in strada tanta gente. Ma facciamo attenzione perché le note stonate non sono mancate. Una bottiglietta d’acqua che fino al 17 agosto costava 80 centesimi, nella notte bianca costa 1 euro, un incremento ingiustificato che fa storcere il naso ai turisti che si trovano a pagare mezzo litro d’acqua più della tanto “cara” benzina verde. Non sarebbe il caso di investigare su tali eventi? I prezzi dei gelati sembrano reggere, dolci e dessert sono anche nella norma… si colpisce nei generi di prima necessità, incredibile. Sentire i turisti lamentarsi per tali eventi è davvero mortificante, sono questi gli avvenimenti che danneggiano la nostra città. Torniamo alla notte bianca nel complesso: bene avere un evento di richiamo, ma non ci si può fermare solo a questo. Bisogna creare un percorso vivibile fatto di un intreccio di eventi che portino la gente all’alba senza che neanche se ne sia coscienti. C’è bisogno di ricerca e tanto lavoro di programmazione per creare un evento migliore: bisogna studiare i luoghi in cui ambientare le diverse parti della notte bianca. Ad esempio, un concerto jazz in un luogo aperto come quello scelto diventa poco fruibile meglio un piccolo slargo all’interno delle vie del centro storico in cui atmosfera e suono si possano fondere alla perfezione. Bisogna programmare eventi di diverso taglio così da coinvolgere tutti, e soprattutto, bisogna coinvolgere tutta la città e i giovani in particolare. Bisogna dare fiducia alle realtà locali e fare in modo di valorizzare le tante belle realtà che arricchiscono il nostro territorio. Vedere il successo e la passione dei Cultura Zero, fa chiedere perché tante altre realtà non siano state chiamate a dare il proprio contributo. Bisogna attuare una linea politica forte che permetta di calmierare i prezzi e di gestire al meglio la questione parcheggi e ordine pubblico, anche se sotto questo punto di vista tutte le forze dell’ordine sono state impeccabili. In una città assetata di sport, poi, all’interno della notte bianca non possono mancare piccoli tornei e giochi per “ragazzi” di tutte le età e le taglie. Speriamo il prossimo anno si possa tornare ad avere un evento simile, ancora migliore e più ragionato, così da far brillare Amantea come una perla capace di regalare una notte da sogno a turisti e cittadini. Complimenti a chi ha sostenuto l’onore ed onere di tentare la Notte Bianca, grazie per quello che avete fatto, ma sappiate che ci sono stati degli errori che non possono essere cancellati semplicemente ricordando la gente presenti in città fino alle due di notte. La Notte Bianca è qualcosa di più e merita la giusta programmazione per tempo e il coinvolgimento di tutta la città non soltanto di quelle zone che raccolgono attività commerciali. Da sostenitori, della prima ora, della Notte Bianca speriamo di poter dare il nostro contributo con la professionalità, la creatività e la passione per la nostra città, per la prossima edizione. Buona la prima… ma speriamo sempre che la seconda sia meglio!